Arcobaleni e chiari di luna
di Peppe Lomonaco

Collana: Narratori de Il paese dei libri
pagg. 350 / euro 18

Non crederei se mi dicessero che Lomonaco è arrivato attraverso dei libri alla concezione manzoniana del romanzo come "misto di storia e invenzione".
Nel caso, ci è arrivato da solo, scartando tutto quello che morchiasse le sue convinzioni, che andava elaborando via via, con instancabile insoddisfazione.
Perché la sua mira è non altro che la verità; e ad essa conviene, più che la storia, il romanzo. Si trova così al centro, intuitivo, di una scrittura che sta tutta nella cadenza vocale.
Senza aiuto di teorie, si è trovato dall'altra parte di un ponte che per molti, solo scrittori, è con rischio di morte, traversare.
— Marzio Pieri