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Il poeta candidato al premio Nobel per la Letteratura, Dante Maffia, ha incontrato il pubblico domenica 12 agosto presentando la sua ultima raccolta “Vorrei morire a Matera”. Nell’incontro è emersa la visione poetica di Maffia, e il racconto della sua opera come poeta. Il dialogo è stato condotto da Gino Marangi, presso il palazzo Contuzzi-Mostacci.

Nella serata dedicata all’”Incontro con la storia”, lunedì 6 agosto, l’autore molisano Giuseppe Zio ha presentato il suo quarto libro, il romanzo storico “Tre giorni”, ambientato nella sua terra d’origine. L’evento è stato condotto da Elisabetta Giubilato, presso Josafat Cafè a Montescaglioso

Nell’ambito dell’evento “Migranti, diritti e pace, nella serata di mercoledì 1°Agosto lo scrittore e musicista congolese Longo Issiya, dialogando con Cristina Contuzzi, ha presentato al pubblico la sua esperienza di migrante, guidando il pubblico nella comprensione della condizione attuale dell’Africa e delle sue culture. L’incontro si è svolto presso il palazzo Contuzzi-Mostacci.

Nell’arco di tre incontri, il 28, 29 e 30 luglio, lo scrittore Alessandro Vanni, autore del romanzo storico “L’ombra del demone”, ha presentato la sua opera accompagnando il tutto con intermezzi musicali, eseguiti dall’autore stesso. Gli incontri, condotti da Andrea Romagnuolo e Pippo Bellone, si sono tenuti presso il quartiere San Pardo e il 1806 Cafè di Matera, e il palazzo Contuzzi-Mostacci di Montescaglioso.

Nella serata del 25 luglio, l’autore Giuseppe Surico ha incontrato il pubblico presentando il suo lavoro “Racconti del braciere”, edito da Lilìt Books nella collana Vox Populi. L’evento, che ha avuto luogo in via Oberdan 9, a Montescaglioso, è stato condotto da Angela Loperfido.

Il 21 e 22 luglio, lo scrittore Simone Falorni ha presentato al pubblico il suo romanzo “Cronache dalle tenebre”, edito da Lilìt Books. Gli incontri sono stati moderati da Cinzia Suglia.
Gli eventi si sono svolti in tre luoghi diversi: presso Giardino di Vico Bruno, quartiere San Pardo a Matera; alla Casa Nera, in via Pitagora, a Montescaglioso; al 1806 Café, a Matera.

Giovedì 19 luglio, nell’ambito dell’evento “Calliope e la luna - Poesia al femminile”, le tre poetesse Virginia Rescigno, Maria Antonella D’agostino e Emma Paolicelli Coretti, hanno presentato le loro raccolte, rispettivamente: “Solstizio d’inverno” e “Raggiungere il cielo e raccontarlo”, “Figlia di Tetide”, “Il canto del cigno”, tutti editi da Lilìt Books. Le autrici hanno incontrato il pubblico e parlato di poesia. L’evento si è svolto presso il Palazzo Contucci-Mostacci, a Montescaglioso.

La casa editrice Lilìt Books organizza una serie di incontri per presentare al pubblico i propri autori.

Programma

Giovedì 19 luglio, h 20.00
Montescaglioso. Palazzo Contuzzi-Mostacci.
"Calliope e la luna"
Virginia Rescigno, Maria Antonella D'Agostino e Imma Paolicelli Coretti parleranno di poesia e ispirazione, dialogando con Angela Loperfido.

Sabato 21 Luglio
Scrittori da paura.
Due appuntamenti con Simone Falorni che presenterà il suo ultimo lavoro "Cronache dalle tenebre".
Ne parlerà con Cinzia Suglia.
h 19.00 Matera, Giardino di Vico G. Bruno, quartiere San Pardo.
h 23.30 Montescaglioso, Casa Nera, via Pitagora.
La presentazione sarà accompagnata dai lettori della Futura Compagnia SenzArte.

Domenica 22 luglio, h 19.30
Scrittori da paura. Matera, 1806 Caffè, via Lucania 238.
Si concluderà il viaggio di Simone Falorni e dei protagonisti delle sue "Cronache dalle tenebre".

Nell’ambito del Salone del libro di Torino, Lilit Books presenta i romanzi “Cronache dalle tenebre” di Simone Falorni e “L’ombra del demone” di Alessandro Vanni.
I due romanzi saranno presentati assieme nelle giornate di Venerdì 11 e Sabato 12, in due incontri moderati da Andrea Romagnuolo, copertinista della casa editrice, alla presenza dell’editore Pippo Bellone.
A seguire luoghi e date:
Venerdì 11 maggio, presso la Federazione dei circoli e delle associazioni lucane del Piemonte, via San Massimo 31/h, ore 18.30;
Sabato 12 maggio, presso Salone del libro - Lingotto Fiere, Stand del MIUR, ore 10.30

Sabato 28 aprile si è svolta a Termoli (CB), presso la libreria Dolce Stil Novo, la prima presentazione del libro “L’ombra del demone”, un romanzo fantastico scritto da Alessandro Vanni, edito da Lilit Books. L’incontro è stato moderato dall’illustratore termolese e copertinista della casa editrice Andrea Romagnuolo, alla presenza dell’editore Pippo Bellone e dell’autore del romanzo.

Nell'ambito della rassegna letteraria “Empoli che scrive”, giovedì 26 aprile alla biblioteca comunale Renato Fucini di Empoli, Simone Falorni ha presentato il suo ultimo libro intitolato “Cronache dalle tenebre”. Un viaggio nel fantasy toscano che narra le vicende di una coppia di vampiri nella Firenze capitale d’Italia, edito da Lilit Books. L’incontro è stato moderato da Marina Chelini, mentre le letture dei brani del libro sono state affidate a Claudia Vaglini e Riccardo Sgherri.

Il romanzo è inoltre giunto tra i finalisti del concorso letterario Argentario 2018, il cui premio sarà ritirato dall’autore il 26 maggio 2018.

Due interviste a Simone Falorni, autore del romanzo horror-storico “Cronache dalle tenebre”, recentemente arrivato al terzo posto nella sezione “Narrativa edita” del Premio Culturale Nazionale "Unicamilano" - quarta edizione...

Intervista a Simone Falorni RecensioniLibri.org
Intervista a Simone Falorni per il blog Scritto.io

Il capolavoro della poetessa siciliana Giovanna Valenti “Soliloquio”, edito da LilitBooks è stato presentato Domenica 22 Aprile presso il suggestivo Palazzo Riso a Palermo, nell’ambito dell’evento LA VIA DEI LIBRAI - La città che legge, organizzata dall’Associazione “Cassaro Alto”, giunta alla terza edizione.

Sabato 14 aprile, nella bella cornice del palazzo baronale, si è svolta la prima presentazione dell'ultima opera di Giuseppe Zio: “Tre giorni”. L’evento ha visto la partecipazione di Don Nicola Mattia, la professoressa e scrittrice Emma Santoro e il giornalista e scrittore Nicola Mastronardi, che hanno intessuto un dibattito non rituale ma bello e ricco di spunti.

"Uno scatto... una poesia" è una mostra di fotografia e poesia allestita nella sala Innocenzo XII di Spinazzola, frutto del sodalizio tra Virginia Rescigno, spinazzolese, autrice del libro "Solstizio d'inverno" e Giuseppe Carlucci, ruvese, fotografo naturalista associato all'A.F.N.I. Un contributo inedito che ha dato vita ad una mostra suggestiva, fatta di immagini e visioni. La mostra resterà aperta sino al 31 dicembre e rappresenta l'abbinamento fra immagini e parole, nel desiderio di condividere le loro emozioni con chi ama fotografia e poesia.

Nel giorno del taglio del nastro...

 

Come può, un popolo che un tempo emigrava, non comprendere le sofferenze e le motivazioni di chi oggi si mette in viaggio? Una chiacchierata su memoria personale e collettiva, paure sfruttate per ottenere consenso politico e necessità di scuotere le coscienze.

Il presente da affrontare, il futuro da programmare
e poi c’è anche il passato! Lo analizzi, ci torni e lo elabori.

La citazione è dal libro Partire con un treno… tornare con Facebook di Pippo Bellone (2011). Queste parole sottolineano il peso del passato personale che spesso va al di là di quella che è la storia individuale diventando collettivo, indispensabile per poter capire il presente e guardare al futuro. Il libro racconta un’esperienza migratoria dal Sud Italia alla Svizzera e ritorno: una questione personale che però accomuna, nel tempo e nello spazio, molte persone.
Purtroppo assistiamo oggi a una forte reticenza, almeno in alcuni contesti, alla solidarietà e all’accoglienza nei confronti di coloro che migrano, malgrado anche il nostro passato racconti storie simili. Perché si dimentica o si vuole dimenticare? Perché si parla di rimozione della memoria? Ne abbiamo parlato con l’autore, in occasione della pubblicazione della trilogia Le strade (Partire con un treno…tornare con Facebook, Aprire una finestra e All’ombra di un ficus, ed. LilitBooks), disponibile presso Libreria Alternativa di Locarno e Libreria Quarta di Giubiasco.

Nel suo libro racconta del passato, della sua esperienza di migrante partito per poi tornare, non solo “fisicamente” e “geograficamente”, a ciò che si era lasciato alle spalle, tirando in ballo un bagaglio di memorie. Quanto è importante la dimensione della memoria per un migrante?
Chi è stato migrante non può, neppure volendo, rimuovere le esperienze che ha vissuto. La memoria è una sorta di racconto interno che serve a fare un pò d’ordine dentro di sé ma che può servire anche agli altri. Raccogliendola in un libro ho voluto esternarla per poterla consegnare ad altri, per condividerla. Il ricordo può aiutarci nei momenti peggiori. Mi rendo conto che in un mondo diventato sempre più individualista, può capitare che la memoria resti viva nelle nostre biografie
di singoli ma faccia fatica a diventare patrimonio collettivo. Ora sarebbe auspicabile portare riflessione sulla memoria collettiva, partendo proprio da un’esperienza narrativa individuale.
Perché spesso anche fra coloro che hanno storie di migrazione nel proprio passato, ci sono persone dalla memoria corta e quindi poco aperte e tolleranti nei confronti dei migranti oggi?
Anch’io mi chiedo spesso come sia possibile che un popolo che è stato esso stesso emigrante fino a poco tempo fa, confrontato con nuovi flussi migratori, che hanno il proprio paese come punto d’arrivo, non sia in grado di capirne le sofferenze e le motivazioni.
Molti di quelli che con fatica o fortuna sono riusciti a cavarsela nell’emigrazione trovano conveniente crearsi una nuova identità rimuovendo il passato. D’altronde, chi arriva oggi in Europa appare molto diverso dai migranti di una volta. Esasperando la percezione della diversità, il meccanismo dell’identificazione non funziona. Nei nostri paesi molto gioca il fatto che per essere accettato devi mostrarti il più possibile simile a quelli che ti ospitano. In Italia, per esempio, capita spesso di trovare fra i leghisti più incalliti alcuni cittadini italiani di origine meridionale.
In altri casi invece ci si trova confrontati con storie di grande accoglienza e solidarietà, in aperto contrasto con il messaggio di una certa politica che strumentalizza il fenomeno per il proprio tornaconto. Perché secondo lei, malgrado si stia rafforzando, negli ultimi tempi, una preoccupante ondata xenofoba, ancora ci sono queste isole di umanità?
Nonostante tutto il negativo che viviamo, abbiamo la fortuna , mi piace definirla così, di riuscire a scuotere le coscienze di persone sensibili. Per chi è sensibile agli altri, darsi da fare per difendere i diritti di tutti è un fatto dovuto. Numerose occasioni di dialogo e confronto sono la dimostrazione di come sia ancora possibile trovarsi per riflettere e discutere assieme sulle possibilità di essere solidali. Questione diversa è quella dell’uso che alcune forze politiche fanno delle paure che l’incontro con l’altro inevitabilmente pone.
Perché invece in certi frangenti il discorso intollerante di certa politica “smemorata” attecchisce? Perché i “vecchi” migranti non si riconoscono in quelli “nuovi”?
Le politiche attuali contrarie all’immigrazione attecchiscono proprio giocando sulle paure e sui riflessi egoistici presenti soprattutto in quella parte della popolazione che più è stata resa fragile e insicura dalla crisi e dalla globalizzazione. I nuovi arrivati anziché essere visti come risorsa vengono individuati come capro espiatorio. La memoria può essere un buon antidoto ma non è una dote naturale e inamovibile. Va continuamente alimentata e condivisa, approfittando di tutti i mezzi che la società della comunicazione ci mette a disposizione.
In un contesto di intermittenza della memoria, provocatoriamente, che senso avrebbero le numerose iniziative commemorative?
Le iniziative commemorative rischiano di diventare simulacri della memoria. Sono spesso la celebrazione retorica di momenti o personaggi mitizzati. La memoria deve essere invece una ricostruzione costante e continua del nostro passato in funzione di quello che vogliamo essere nel futuro. Nessuno dovrebbe mai dimenticare il proprio passato e quello della propria comunità. Ricordare chi siamo, da dove proveniamo. Prendere atto delle nostre radici deve far parte di noi. Senza alcuna titubanza.

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Pippo Bellone è animatore culturale, nato a Sambuca di Sicilia. Alla fine degli anni 60, da bambino emigra nel Locarnese. Negli anni svolge l’attività di parrucchiere e dopo il matrimonio rientra con la sua famiglia in Italia, a Montescaglioso, dove ha fondato la casa editrice LilitBooks.